Rileggere un libro: perché farlo e come scegliere quale
Rileggere un libro conta come leggere, e spesso è una delle letture più belle dell'anno. La seconda volta sai già come va a finire, quindi guardi altro: le frasi, i personaggi di contorno, quello che la prima volta avevi saltato per la fretta. E soprattutto sei cambiata tu. Qui trovi perché vale la pena farlo, quali libri scegliere e qualche modo per cominciare senza toglierti il piacere dei libri nuovi.
Perché la seconda volta è un altro libro
La prima lettura ha un motore potente: la curiosità di sapere cosa succede. Va bene così, è il motivo per cui giri le pagine alle due di notte. Ma quel motore fa correre, e quando corri il paesaggio lo vedi a pezzi.
Alla seconda lettura la trama non ti tira più per la manica. Allora ti accorgi che un personaggio che ricordavi antipatico ha le sue ragioni, che una scena che avevi dimenticato prepara tutto il resto, che una frase ti colpisce adesso e dieci anni fa ti era scivolata via. Il libro è lo stesso, parola per parola. Tu no.
C'è anche un piacere più semplice: tornare in un posto dove sei stata bene. Sapere che quella pagina c'è ancora, e che ti aspetta, è una forma di compagnia.
Lo dicevano già gli antichi (e anche Oscar Wilde)
Seneca, nella seconda lettera a Lucilio, mette in guardia l'amico dal leggere troppi autori diversi senza fermarsi su nessuno. Ha una frase che sembra scritta per chi passa da un libro all'altro senza mai tornare indietro:
Leggi sempre autori di cui ti fidi, e se qualche volta hai voglia di passare ad altri, torna ai primi.
Seneca, Lettere a Lucilio, lettera 2 (traduzione nostra)
Nella stessa lettera c'è anche una sentenza di tre parole, nusquam est qui ubique est: chi è dappertutto non è da nessuna parte. Seneca non conta i libri: gli preme che ci si fermi su qualcuno.
Molti secoli dopo, in The Decay of Lying, il dialogo che apre la raccolta Intentions del 1891, Oscar Wilde fa dire a uno dei due personaggi, Cyril, una cosa ancora più netta:
Se un libro non si riesce a godere leggendolo e rileggendolo, non serve a niente leggerlo.
Oscar Wilde, The Decay of Lying, in Intentions, 1891 (traduzione nostra)
Esagera, come fanno i personaggi di Wilde. Ma il test è utile: pensa ai libri che riprenderesti in mano. Ti dicono molto di che lettrice sei. Altre frasi vere di scrittori sui libri, con opera e anno, le ho raccolte nelle citazioni sui libri di autori classici.
Quali libri rileggere
Non serve una lista. Servono un paio di criteri.
- Il libro che ricordi con affetto ma di cui non ricordi quasi niente. Succede più spesso di quanto si ammetta. Rileggerlo è come rivedere una persona dopo vent'anni.
- Il classico che a scuola hai odiato. Lo dico venerdì 3 settembre: magari non era il libro, era l'età, o l'ora di lezione dopo ginnastica. Riapri solo il primo capitolo, senza interrogazione il giorno dopo.
- Il libro letto in un momento particolare della tua vita. Rileggerlo adesso ti fa vedere quanta strada hai fatto.
- Quello che ti torna in mente senza motivo. Se una scena ti visita ogni tanto, c'è una ragione. Vai a cercarla.

Vale anche il contrario. Se un libro riletto non ti dice più niente, lo puoi lasciare a metà senza drammi, come ho scritto nell'articolo su quando abbandonare un libro. Anche questo è un'informazione: sei cresciuta in un'altra direzione.
Come rileggere senza sensi di colpa
Il pensiero che frena di più è questo: con tutti i libri nuovi che ho in casa, perché perdere tempo con uno che conosco già? La pila dei libri da leggere però non scade. Aspetta. Qualche idea per far stare insieme le due cose:
- Alterna: Un libro nuovo, poi uno riletto. Oppure un libro riletto ogni stagione.
- Rileggi a pezzi. Non serve tutto il libro. Un capitolo, il primo, l'ultimo che ricordi, le pagine con l'orecchio piegato.
- Rileggi quando non riesci a leggere niente di nuovo. Nei periodi in cui ogni libro sembra in salita, una storia che conosci già è più leggera da portare. È uno dei consigli contro il blocco del lettore.
- Rileggi con la matita. Venerdì 10 settembre propongo di sottolineare una sola frase per capitolo. Fatto alla seconda lettura funziona ancora meglio, perché la trama non ti distrae.


E poi c'è la rilettura che non scegli. Il mio foglio di lunedì 5 aprile la conosce bene: dovevi riordinare la libreria in un'ora, e da tre ore sei per terra a rileggere un libro ritrovato dietro gli altri. La polvere può aspettare.
Tieni traccia delle riletture
Se tieni un diario di lettura, segna le riletture con la data, accanto a quella della prima volta. Dopo qualche anno avrai una specie di mappa: quali libri tornano, a che distanza, in che stagione della vita. Puoi anche scrivere due righe su cosa ti ha colpito stavolta e confrontarle con quelle vecchie, se le avevi scritte. Spesso sembrano di due persone diverse.
Un piccolo esercizio, preso dal foglio di mercoledì 11 agosto: copia la riga più bella che hai letto nelle ultime settimane, con titolo e pagina. Se non la trovi più, è il momento di rileggere.

Rileggere ad alta voce, rileggere la poesia
Con la poesia la rilettura è quasi obbligatoria, ed è lì che si vede meglio a cosa serve. Una poesia letta una volta è un'impressione. Riletta ad alta voce diventa ritmo, suono, respiro. Lunedì 11 ottobre il calendario la mette in forma di scala: livello 1, la leggi una volta; livello 2, la rileggi ad alta voce; livello 3, la mandi a qualcuno alle due di notte.
Prova con una poesia che hai studiato a memoria da ragazza. Leggila piano, e senti cosa è rimasto e cosa ti suona nuovo.
Il Calendario dei Libri 2027 ogni tanto ti spinge proprio lì: a riaprire un libro, a ricopiare una frase, a tornare su una pagina. È in preordine con il 15% di sconto, con consegna a metà novembre.
Domande frequenti
Rileggere un libro conta come leggere?
Sì. Lo leggi da capo, pagina per pagina, e spesso ci trovi cose che la prima volta ti erano sfuggite. Se tieni un elenco dei libri letti, segnalo con la data della nuova lettura.
Perché rileggere un libro che conosco già?
Perché tu nel frattempo sei cambiata, e con te la lettura. Senza l'ansia di sapere come va a finire, guardi le frasi, i personaggi minori, i dettagli.
Quali libri vale la pena rileggere?
Quelli che ricordi con affetto, quelli che hai letto per forza a scuola e quelli di cui ricordi soltanto una scena. Meglio partire da un libro corto o da un solo capitolo.
Rileggere toglie tempo ai libri nuovi?
Un po' sì, come qualsiasi scelta. Ma la pila dei libri da leggere non scade: puoi alternare, un libro nuovo e uno riletto, oppure rileggere solo qualche pagina tra un libro e l'altro.
Chi ha scritto che un libro va riletto?
Tra i tanti, Seneca nella seconda lettera a Lucilio consiglia di leggere sempre autori sicuri e di tornare ai primi. Oscar Wilde, in The Decay of Lying, fa dire a un personaggio che se un libro non si riesce a godere più volte non serve leggerlo.
Fonti
- Seneca, Epistulae morales ad Lucilium, I, 2, testo latino su The Latin Library
- Oscar Wilde, Intentions, The Decay of Lying, testo inglese su Wikisource
- Treccani, Enciclopedia: Oscar Wilde
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