Come leggere di più senza sensi di colpa (e con i conti giusti)
Per leggere di più non serve leggere più in fretta. Servono tre cose molto meno eroiche: un conto fatto bene, un libro sempre a portata di mano e il permesso di chiudere quelli che non ti prendono. Il conto è presto fatto: dieci pagine al giorno sono dodici libri l'anno. Il resto di questa pagina spiega come arrivarci senza trasformare la lettura in un compito. E senza sensi di colpa, che non hanno mai fatto girare una pagina a nessuno.
Quante pagine leggere al giorno: l'aritmetica
Prendiamo un libro medio da 300 pagine e un anno da 365 giorni. Dodici libri sono 3.600 pagine. Divise per 365 fanno 9,9: dieci pagine al giorno, arrotondando. Non cento, non cinquanta. Dieci.
| Libri in un anno | Pagine totali (300 a libro) | Pagine al giorno |
|---|---|---|
| 6 | 1.800 | circa 5 |
| 12 | 3.600 | circa 10 |
| 24 | 7.200 | circa 20 |
| 36 | 10.800 | circa 30 |
| 52 (uno a settimana) | 15.600 | circa 43 |
Il conto funziona anche al contrario. Hai un mattone da 900 pagine che ti guarda dallo scaffale? (Mattone è una delle voci del glossario delle parole da lettori.) A trenta pagine al giorno è un mese. Io lo ricordo martedì 27 luglio, quando l'estate è ancora lunga abbastanza.
Due avvertenze. La prima: è una media, non un obbligo quotidiano. Zero pagine il lunedì e quaranta la domenica fanno comunque una settimana da quasi sei pagine al giorno. La seconda: i tuoi libri non sono tutti da 300 pagine. Per fare il conto con i tuoi numeri c'è il contatore delle pagine al giorno in home: metti quanti libri e quante pagine, lui divide.


Trovare il tempo per leggere: sta negli avanzi
L'ora libera sul divano, con la tisana e il silenzio, esiste. Ma arriva di rado e non avvisa. Il tempo per leggere di solito sta negli avanzi della giornata. Basta farsi trovare con un libro.
- I dieci minuti. La sala d'attesa, l'acqua della pasta che non bolle, il treno fermo senza un perché. Dieci minuti sono poche pagine, ma sono pagine. A novembre ti propongo di provarci per una settimana e di segnare i giorni riusciti.
- Il libro sempre in borsa. Di carta o su un lettore di ebook, è uguale. Conta che sia lì quando si libera un quarto d'ora. Un libro rimasto sul comodino in coda alla posta non serve a niente.
- L'audiolibro mentre cammini. O mentre stiri, guidi, cucini. Sono momenti in cui gli occhi sono occupati e le orecchie no.
- Un posto fisso. Dieci pagine prima di dormire, o con il caffè. Non serve forza di volontà: serve che il libro sia già lì, aperto al segno.
Lo dico una volta sola: carta, ebook e audiolibri valgono uguale. Sono tre strade per la stessa storia e nessuna è una scorciatoia. Con gli audiolibri il conto delle pagine non torna, è vero. Conta i capitoli, o i minuti, o non contare affatto.

Abbandonare un libro si può
Finire per forza un libro che non ti dice niente è il modo più sicuro per leggere di meno. Lo trascini per settimane, eviti di aprirlo, e intanto non ne cominci altri. Un libro mollato libera il posto a uno che magari divori in tre sere.
Non serve una regola delle cinquanta pagine. Serve una domanda onesta: ho voglia di sapere come continua? Se la risposta è no da un pezzo, chiudilo. Rimettilo sullo scaffale, regalalo, prestalo a chi potrebbe amarlo. Forse non era il suo momento, e tra cinque anni sarà perfetto. Forse no, e va bene lo stesso. Leggere non è un esame e nessuno interroga.
Nel calendario c'è perfino una casella apposta. Sabato 6 novembre ti chiedo di confessare i libri lasciati a metà. E nel bilancio di fine anno, il 29 dicembre, accanto a "letti" c'è la voce "mollati". Stessa riga, stessa dignità.
Pila dei libri da leggere e riletture: nessun debito
La pila è una scorta
La pila sul comodino cresce più in fretta di quanto scenda. Succede a chiunque ami i libri, e non è un debito da saldare. È una dispensa. Nessuno si sente in colpa per avere in casa più pasta di quella che mangerà stasera.
Avere tanti libri in attesa serve a una cosa precisa: quando ne finisci uno, quello dopo è già lì, e puoi sceglierlo secondo l'umore del momento. Se la pila ti mette ansia, dividila in due: tre o quattro titoli sul comodino, il resto in libreria, dove fa meno pressione. Per darle un ordine vero c'è la guida su come organizzare la libreria di casa.

Rileggere vale
Una rilettura non è una lettura di serie B. Il libro è lo stesso, ma tu nel frattempo sei cambiata, e sapere già come va a finire ti lascia libera di guardare tutto il resto. Nel conto dell'anno ci va senza asterischi.
Vale anche per i libri che a scuola hai detestato. Venerdì 3 settembre ti propongo di riaprire solo il primo capitolo di un classico obbligato, senza interrogazione il giorno dopo. Se lo detesti ancora, almeno stavolta è una scelta tua.
Il blocco del lettore: cosa fare quando non entra niente
Ci sono periodi in cui rileggi la stessa riga quattro volte e non ti resta in testa. Si chiama blocco del lettore e capita a chiunque legga, anche a chi di solito legge moltissimo. Non è un difetto e non va curato con la forza. Di solito aiuta abbassare la posta:
- un racconto al posto di un romanzo;
- un libro che hai già amato, che non chiede fatica;
- un genere lontano dal tuo solito: un giallo, che solo in Italia si chiama così, un fumetto, un libro di viaggio;
- un audiolibro, che ti porta avanti lui;
- una pausa dichiarata, senza contare i giorni.
Il foglio di sabato 20 febbraio lo dice a modo suo: per una settimana segni le pagine lette, giorno per giorno. Il giorno vuoto non è una colpa. Di solito è lunedì.
Leggere in due o in gruppo
Un appuntamento fa per la lettura quello che fa per la palestra, ma con più torta. Non serve un circolo con lo statuto. Bastano una persona, lo stesso libro, una data tra un mese e un posto dove fanno un buon caffè. È l'idea del foglio di mercoledì 19 maggio, con una regola sola: chi non l'ha finito viene lo stesso.
Avere qualcuno con cui parlarne dà una ragione in più per aprire il libro, e ti fa incontrare titoli che da sola non avresti scelto. Se ti va di fare le cose per bene, qui c'è tutto su come funziona un gruppo di lettura.
Da dove cominciare stasera
Scegli una cosa sola. Metti un libro in borsa. Oppure chiudi quello che ti trascini da mesi. Oppure leggi dieci pagine prima di spegnere la luce, e domani vedi.
Io non ti prometto niente: sono un calendario, e non ho mai fatto leggere nessuno. Però ogni tanto te lo ricordo, con una piccola sfida o una pagina da compilare, e tra un foglio e l'altro ti racconto una curiosità sui libri. Cosa trovi sotto lo strappo, tipo per tipo, lo spiego in cosa c'è nei 365 fogli del Calendario dei Libri. Se non sai se ti serve un calendario così o uno con le caselle per gli impegni, il confronto è in calendario per lettori: da parete, da tavolo o a strappo. Se vuoi vedere come sono fatto, c'è la scheda del Calendario dei Libri 2027: adesso sono in preordine con il 15% di sconto, con consegna a metà novembre.
E se ultimamente non riesci proprio a leggere, c'è un articolo sul blocco del lettore e come uscirne.
Domande frequenti
Quante pagine bisogna leggere al giorno per finire 12 libri in un anno?
Circa 10. Dodici libri da 300 pagine fanno 3.600 pagine, che divise per 365 giorni danno poco meno di 10 pagine al giorno. Con libri più corti o più lunghi il conto cambia: basta dividere le pagine totali per 365.
Si può abbandonare un libro a metà?
Sì. Non c'è nessun obbligo di finire un libro che non ti sta dicendo niente. Puoi rimetterlo sullo scaffale, regalarlo o riprovarci tra qualche anno: a volte non è il libro sbagliato, è il momento.
Gli audiolibri e gli ebook valgono come leggere?
Sì. Carta, ebook e audiolibro sono tre modi di arrivare alla stessa storia. Cambia solo il momento della giornata in cui ciascuno è più comodo.
Cosa fare se non riesco più a leggere niente?
Capita a chiunque legga. Di solito aiuta abbassare la posta: un racconto invece di un romanzo, un libro già amato, un genere diverso dal solito, un audiolibro. E nessuna fretta: la voglia in genere torna da sola.
Rileggere un libro conta?
Conta eccome. Il libro è lo stesso, tu no: una rilettura è una lettura nuova a tutti gli effetti, e nel conto dell'anno ci va senza asterischi.
