Parole del libro: glossario dal frontespizio al colophon
Le parole del libro sono quelle che usi da una vita senza sapere bene dove puntare il dito: il frontespizio è la pagina con titolo, autore ed editore; il colophon sono le righe che dicono chi ha stampato e quando; la quarta di copertina è il retro. Qui trovi una trentina di termini spiegati in due righe l'uno: prima le parti del libro, poi le parole dell'editoria, poi il gergo di chi legge. Molte le spiego anch'io, il calendario, un foglio alla volta.
Le parti del libro, da fuori a dentro
- Copertina. Il foglio esterno, di carta o cartoncino, che protegge il libro e ne porta titolo e autore. Ha quattro facciate, numerate: la prima è il davanti.
- Quarta di copertina. Il retro: la quarta delle quattro facciate. Ospita poche righe scritte per convincerti. Nel calendario è la parola di mercoledì 3 marzo. Come leggerla senza farsi incantare lo spiego nell'articolo sulla quarta di copertina.
- Dorso. Il lato che vedi quando il libro è in fila sullo scaffale, dove i fascicoli sono tenuti insieme. Si dice anche costa o costola. È il primo a segnarsi quando un libro viene letto davvero.
- Sovraccoperta. Il foglio stampato che avvolge la copertina, soprattutto dei libri rilegati. Nata per proteggere, è diventata il vestito buono. I vocabolari registrano anche sopraccoperta.
- Risvolto. Il lembo della sovraccoperta, o della copertina, ripiegato verso l'interno. Si chiama anche bandella o aletta. Lì trovi la trama in breve e due notizie sull'autore.
- Fascetta. La striscia di carta messa di traverso sulle novità, con poche parole di richiamo. È la parte del libro che si perde per prima.
- Taglio. Ciascuno dei tre lati liberi del blocco delle pagine: di testa (sopra), di piede (sotto) e davanti, quello opposto al dorso. Quando è colorato o dorato, è lui.



Le prime pagine (e le ultime)
- Sguardie. I fogli che uniscono la copertina al blocco delle pagine, all'inizio e alla fine. In legatoria si dice anche risguardi. A volte sono colorati o decorati, e nessuno li guarda.
- Ex libris. In latino "dai libri di". È il cartellino o il timbro che si mette sulle sguardie per dire a chi appartiene il volume.
- Occhiello. La pagina che porta solo il titolo, senza autore né editore, prima del frontespizio. Nei giornali la stessa parola indica la riga sopra il titolo.
- Frontespizio. La pagina con titolo, autore ed editore: la carta d'identità del volume. Dal latino tardo frontispicium, da frons, fronte, e specere, guardare. Io lo dico mercoledì 13 gennaio.
- Dedica. Le righe in cui l'autore offre il libro a qualcuno. E quelle scritte a mano da chi te lo regala: l'unica parte del libro che esiste in una sola copia. Per farla bene c'è la guida su come scrivere una dedica su un libro. Se ti serve uno spunto, ci sono le frasi sui libri di autori classici.
- Epigrafe. La citazione messa in testa al libro o a un capitolo. Dal greco epigráphō, scrivere sopra: per questo la parola indica anche le iscrizioni su pietra.
- Prefazione. Le pagine che presentano il libro prima che cominci, scritte dall'autore o da qualcun altro. Dal latino praefatio, ciò che si dice prima.
- Segnatura. Il foglio di stampa che, piegato, diventa un fascicolo di pagine. La parola indica anche il fascicolo stesso: un libro è una pila di segnature cucite o incollate.
- Colophon. Le righe che dicono chi ha stampato il libro, dove e quando. In greco la parola indicava l'estremità, il compimento: per i primi tipografi era la firma a lavoro finito. È la parola di giovedì 28 gennaio.



Dove lo trovi nel libro
| Parola | Dove guardare | Cosa ci leggi |
|---|---|---|
| Frontespizio | Tra le prime pagine, quasi sempre a destra | Autore, titolo, editore |
| Colophon | In fondo al libro, oppure sul retro del frontespizio | Chi ha stampato, dove, quando |
| Quarta di copertina | Sul retro, a libro chiuso | Poche righe di presentazione |
| Risvolto | Nel lembo ripiegato di copertina o sovraccoperta | La trama in breve, notizie sull'autore |
Le parole dell'editoria
- Refuso. L'errore di stampa: una lettera sbagliata, scambiata, saltata. Viene dalla tipografia a mano, quando un carattere finiva nella casella sbagliata. Ce n'è sempre uno.
- Tomo. Ogni parte in cui è divisa un'opera troppo grande per un volume solo. Dal greco tómos, taglio, sezione. Per estensione, qualunque librone.
- Antologia. Dal greco, alla lettera "raccolta di fiori": pagine scelte di tanti autori in un libro solo.
- Incunabolo. Un libro stampato dalle origini della tipografia fino al 1500 compreso. Dal latino incunabula, le fasce dei neonati: sono i libri a stampa ancora in culla.
- Palinsesto. Un manoscritto raschiato e riscritto sopra, perché la pergamena costava. In greco "raschiato di nuovo". Sì, è la stessa parola dei programmi televisivi.
- Sinossi. Il riassunto del libro in poche righe, finale compreso: serve a editori e agenti. Dal greco sýnopsis, sguardo d'insieme. La quarta, invece, si ferma prima.
- Pseudonimo. Un nome diverso da quello vero, usato per firmare. Dal greco: falso nome.
- Ghostwriter. Lo scrittore fantasma: scrive testi che poi firma qualcun altro. È un mestiere vero, con compenso e riservatezza.
- Bestseller. Il libro che vende di più in un certo periodo. L'espressione inglese compare a stampa nel 1889, su un giornale di Kansas City. Misura le copie, non il valore.
- Strenna. Il regalo delle feste, dal latino strena, dono di buon augurio. Il libro strenna è quello curato che gli editori fanno uscire prima di Natale, e non sempre è la scelta migliore tra i regali di Natale per lettori.
- Almanacco. Il libro che esce una volta l'anno con calendario, lune e notizie. Dall'arabo al-manākh. Un calendario che chiacchiera: lo dico, con un certo orgoglio, giovedì 30 dicembre.



Il gergo dei lettori
- Mattone. Il libro che pesa: tante pagine, a volte troppe. Ma c'è anche il mattone che vorresti non finisse mai. I conti per affrontarlo sono in come leggere di più senza sensi di colpa.
- Orecchia. La piega all'angolo della pagina, fatta per tenere il segno. C'è chi la considera un delitto e chi un gesto d'affetto. Io non prendo posizione.
- Spoiler. Dall'inglese to spoil, rovinare: l'anticipazione che ti brucia la sorpresa. Con questo senso compare nel 1971, su una rivista satirica americana.
- Cliffhanger. Alla lettera "appeso alla scogliera": il capitolo si chiude nel momento peggiore. La parola è del Novecento e nasce con il cinema a episodi. Il trucco lo usavano già i romanzi a puntate.
- Bibliofilo e bibliomania. Il bibliofilo ama i libri per sé stessi, anche come oggetti rari, e li colleziona. La bibliomania è la passione di accumularli. Tu da che parte stai? Prima di rispondere, guarda il corridoio.



A cosa serve saperle
A tre cose pratiche. In biblioteca capisci perché la scheda riporta i dati del frontespizio e non quelli della copertina. Su una bancarella dell'usato vai subito al colophon per sapere l'anno di stampa. E quando sistemi gli scaffali sai di cosa parli: per quello c'è la guida su come organizzare la libreria di casa.
Nel Calendario dei Libri 2027 le parole sono 45, una ogni otto giorni circa, e arrivano una alla volta. Quella di oggi la trovi nella parola da lettori del giorno. Se una ti manca è incipit, che apre la serie il 7 gennaio: ne parlo meglio negli incipit famosi della letteratura.
Domande frequenti
Cos'è il frontespizio di un libro?
È la pagina, all'inizio del volume, che riporta autore, titolo ed editore. Sta quasi sempre su una pagina di destra ed è da lì, non dalla copertina, che i bibliotecari prendono i dati per catalogare.
Cos'è il colophon e dove si trova?
Sono le righe che dicono chi ha stampato il libro, dove e quando. Nei libri antichi stavano in fondo. Oggi le trovi in fondo oppure sul retro del frontespizio, spesso con la formula 'finito di stampare'.
Perché si chiama quarta di copertina?
Perché la copertina ha quattro facciate: la prima è il davanti, la seconda e la terza sono quelle interne, la quarta è il retro. È lì che di solito stanno le poche righe di presentazione.
Si dice dorso o costa del libro?
Vanno bene tutti e due, e c'è anche costola. È il lato che vedi quando il libro è in fila sullo scaffale, quello in cui i fascicoli sono cuciti o incollati tra loro.
Che differenza c'è tra risvolto e sovraccoperta?
La sovraccoperta è il foglio stampato che avvolge la copertina. Il risvolto, detto anche bandella o aletta, è il lembo ripiegato verso l'interno, della sovraccoperta o della copertina stessa.
Che differenza c'è tra bibliofilo e bibliomane?
Il bibliofilo ama i libri anche come oggetti e li colleziona con criterio. Il bibliomane li accumula senza freni. Il confine, a guardare certe pile sul comodino, è sottile.
Fonti
- Treccani, Vocabolario: frontespizio
- Treccani, Vocabolario: colofone
- Treccani, Vocabolario: occhiello
- Treccani, Vocabolario: risvolto
- Treccani, Vocabolario: bandella
- Treccani, Vocabolario: sopraccoperta
- Treccani, Vocabolario: fascetta
- Treccani, Vocabolario: dorso
- Treccani, Vocabolario: taglio
- Treccani, Vocabolario: segnatura
- Treccani, Vocabolario: risguardo
- Treccani, Vocabolario: ex libris
- Treccani, Vocabolario: epigrafe
- Treccani, Vocabolario: prefazione
- Treccani, Vocabolario: refuso
- Treccani, Vocabolario: tomo
- Treccani, Vocabolario: antologia
- Treccani, Vocabolario: incunabolo
- Treccani, Vocabolario: palinsesto
- Treccani, Vocabolario: pseudonimo
- Treccani, Vocabolario: sinossi
- Treccani, Vocabolario: strenna
- Treccani, Vocabolario: almanacco
- Treccani, Vocabolario: ghost writer
- Treccani, Vocabolario: best seller
- Treccani, Vocabolario: orecchia
- Treccani, Vocabolario: mattone
- Treccani, Vocabolario: bibliofilo
- Treccani, Vocabolario: bibliomania
- Wikipedia (en), Bestseller
- Wikipedia (en), Spoiler (media)
- Wikipedia (en), Cliffhanger
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