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Calendario dei Libri
Incipit e citazioni

Incipit famosi: 20 prime righe che hanno fatto la letteratura

Pubblicato il . Aggiornato il . 7 minuti di lettura

Un incipit sono le prime parole di un libro. Qui trovi 20 incipit famosi della letteratura, da Omero a Proust, ognuno con autore, opera, anno e una riga di commento. Niente spoiler: mi fermo sempre alla prima frase. Gli italiani sono citati dal testo originale, gli stranieri nella traduzione che uso sui miei fogli, fatta sull'originale. Se ti interessano solo gli italiani, da Petrarca a Svevo, c'è una pagina a parte sugli incipit famosi della letteratura italiana.

Cos'è un incipit e come si pronuncia

Incipit è latino: terza persona del verbo incipere, cioè "incomincia". Il vocabolario Treccani spiega che nei manoscritti e nelle prime stampe era la parola che apriva la formula d'inizio di un'opera, con titolo e nome dell'autore. Oggi indica, più in generale, le parole iniziali di un testo. Il suo contrario è explicit, le parole finali.

Si pronuncia ìncipit, con l'accento sulla prima i. Io lo ricordo giovedì 7 gennaio, perché l'anno va cominciato dall'inizio. Le altre parole da lettori sono nel glossario delle parole del libro.

Foglio di giovedì 7 gennaio 2027 del Calendario dei Libri 2027: Incipit
Il foglio di giovedì 7 gennaio: la parola incipit, con la pronuncia.

Incipit famosi della letteratura italiana

  • Alessandro Manzoni, I promessi sposi (1840). "Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti..." Una carta geografica al posto di un colpo di scena. Lo sai a memoria fino a "monti", come tutti. La prima edizione è del 1827: la storia è nell'articolo sui 200 anni dei Promessi sposi.
  • Ippolito Nievo, Le confessioni d'un italiano (1867, postumo). "Io nacqui veneziano ai 18 ottobre del 1775, giorno dell'Evangelista Luca; e morrò per la grazia di Dio italiano..." Una vita e un pezzo di storia in una riga sola.
  • Giovanni Verga, I Malavoglia (1881). "Un tempo i Malavoglia erano stati numerosi come i sassi della strada vecchia di Trezza..." "Un tempo": due parole e hai già capito che qualcosa è cambiato.
  • Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio (1883). "C'era una volta un pezzo di legno." Prima promette un re, poi lo ritira. La formula delle fiabe, rovesciata.
  • Luigi Pirandello, Il fu Mattia Pascal (1904). "Una delle poche cose, anzi forse la sola ch'io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal." Quando uno insiste tanto sul proprio nome, conviene leggere avanti.
  • Grazia Deledda, Canne al vento (1913). Lei è l'unica donna tra i Nobel italiani per la letteratura. "Tutto il giorno Efix, il servo delle dame Pintor, aveva lavorato a rinforzare l'argine..." Una riga e sei in Sardegna, con la schiena stanca.
  • Emilio Salgari, Le tigri di Mompracem (a puntate nel 1883-84, in volume nel 1900). "La notte del 20 dicembre 1849 un uragano violentissimo imperversava sopra Mompracem..." Data, tempesta, isola dei pirati. Si parte senza scaldare i motori.
Foglio di martedì 9 marzo 2027 del Calendario dei Libri 2027: Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene noFoglio di giovedì 4 febbraio 2027 del Calendario dei Libri 2027: C'era una volta un pezzo di legno.Foglio di mercoledì 31 marzo 2027 del Calendario dei Libri 2027: Un tempo i Malavoglia erano stati numerosi come i sassi della strada v
I fogli del 9 marzo, del 4 febbraio e del 31 marzo: gli incipit di Manzoni, Collodi e Verga.

Incipit famosi inglesi e americani

  • Jane Austen, Orgoglio e pregiudizio (1813). "È verità universalmente nota che uno scapolo di buon patrimonio debba aver bisogno di una moglie." Sembra una legge di natura. È una presa in giro, e comincia alla prima riga. Le altre frasi di Jane Austen sui libri, con chi le pronuncia, sono raccolte a parte.
  • Charlotte Brontë, Jane Eyre (1847). "Quel giorno non ci fu modo di fare una passeggiata." Fuori fa freddo, dentro c'è un libro. Si può cominciare peggio.
  • Herman Melville, Moby Dick (1851). "Chiamatemi Ismaele." Due parole in italiano, tre in inglese. Nessuno si è mai presentato più in fretta.
  • Charles Dickens, Racconto di due città (1859). "Era il migliore dei tempi, era il peggiore dei tempi." La frase continua a lungo, sempre per coppie di opposti. Ricordarsi l'inizio basta.
Foglio di martedì 9 marzo 2027 del Calendario dei Libri 2027: Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene noFoglio di mercoledì 14 aprile 2027 del Calendario dei Libri 2027: È verità universalmente nota che uno scapolo di buon patrimonio debba Foglio di giovedì 3 giugno 2027 del Calendario dei Libri 2027: Chiamatemi Ismaele.
I fogli del 9 marzo, del 14 aprile e del 3 giugno: Manzoni, Austen e Melville.

Incipit famosi russi e francesi

  • Fëdor Dostoevskij, Delitto e castigo (1866). "Ai primi di luglio, con un caldo eccezionale, verso sera, un giovane uscì dalla sua stanzetta..." Il caldo qui non è arredamento. Io lo cito venerdì 2 luglio, per coerenza.
  • Lev Tolstoj, Anna Karenina (1877). "Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è infelice a modo suo." Un romanzo che parte con una sentenza, e poi passa centinaia di pagine a metterla alla prova.
  • Anton Čechov, La signora col cagnolino (1899). "Si diceva che sul lungomare fosse comparso un volto nuovo: una signora con il cagnolino." Comincia con un pettegolezzo, come tante storie vere.
  • Marcel Proust, Dalla parte di Swann (1913). "Per tanto tempo sono andato a letto presto." È la prima frase di Alla ricerca del tempo perduto: sette volumi che cominciano con una riga sola.
Foglio di venerdì 2 luglio 2027 del Calendario dei Libri 2027: Ai primi di luglio, con un caldo eccezionale, verso sera, un giovane uFoglio di venerdì 13 agosto 2027 del Calendario dei Libri 2027: Per tanto tempo sono andato a letto presto.Foglio di giovedì 9 settembre 2027 del Calendario dei Libri 2027: Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è infel
I fogli del 2 luglio, del 13 agosto e del 9 settembre: Dostoevskij, Proust e Tolstoj.

Gli antichi e le fiabe

  • Omero, Odissea (quasi tremila anni fa). "Raccontami, Musa, dell'uomo dai molti percorsi, che tanto a lungo andò vagando." Il poeta non comincia: chiede a qualcun altro di raccontare.
  • Dante Alighieri, Commedia, Inferno, canto I (inizio del Trecento). "Nel mezzo del cammin di nostra vita / mi ritrovai per una selva oscura". L'incipit più famoso d'Italia parla di uno che si è perso. Lo trovi il 25 marzo, che è il Dantedì, una delle ricorrenze letterarie del 2027.
  • Ludovico Ariosto, Orlando furioso (prima edizione 1516, testo definitivo 1532). "Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori, / le cortesie, l'audaci imprese io canto". L'indice del poema in due versi. Nella prima edizione l'attacco era diverso: Ariosto ritoccò anche quello.
  • Jacob e Wilhelm Grimm, Il principe ranocchio (1812, qui nel testo dell'edizione del 1857). "Nei tempi antichi, quando desiderare serviva ancora a qualcosa, viveva un re..." La prima fiaba della raccolta. L'inciso vale da solo il biglietto.
  • Hans Christian Andersen, La regina delle nevi (1844). "Ecco, ora cominciamo. Arrivati alla fine della storia, ne sapremo più di adesso." Un incipit che parla di incipit.

E gli incipit del Novecento che mancano?

Mancano apposta. Molti incipit celebri sono di autori morti dal 1957 in poi, e i loro testi hanno ancora diritti. Esistono, li trovi in libreria e in biblioteca, ma qui non li riporto. Vale lo stesso per le traduzioni: quelle che leggi sopra sono dei miei redattori, non di edizioni in commercio.

Cosa rende memorabile un incipit

Una regola non c'è. Ma a guardare questi venti, qualcosa si ripete.

  1. È corto, o almeno lo è l'inizio. Melville, Proust, Collodi. Di Manzoni e Dickens ricordiamo le prime parole, non il periodo intero.
  2. Ha una voce. Pirandello, Nievo e Melville dicono "io" e ti parlano in faccia.
  3. Ti mette in un posto. Il lago, l'argine, il lungomare, l'isola nell'uragano.
  4. Fa una promessa. Ariosto ti dà il programma, Andersen ti dice che alla fine ne saprai di più.
  5. Sorprende. Ti aspetti un re e arriva un pezzo di legno.

Per provarci tu ci sono due strade. La prima: il gioco indovina l'incipit, dove ti do la prima riga e tu mi dici il libro. La seconda è sul foglio di sabato 12 giugno, che ti chiede di scrivere la prima frase del romanzo della tua vita. "Chiamatemi" più il tuo nome è già stato usato, più o meno.

Nel Calendario dei Libri 2027 gli incipit sono sparsi lungo tutto l'anno, uno ogni tanto, con il mio commento sotto. Se invece cerchi frasi che parlano proprio di libri e di lettura, ci sono le frasi sui libri di autori classici, con le fonti e con quelle false da evitare.

Domande frequenti

Cos'è un incipit?

Sono le prime parole di un testo. La parola è latina e vuol dire 'incomincia': nei manoscritti e nelle prime stampe apriva la formula con il titolo e il nome dell'autore, messa all'inizio dell'opera.

Come si pronuncia incipit?

Con l'accento sulla prima i: ìncipit. Lo indica il vocabolario Treccani. In italiano è un sostantivo maschile: l'incipit, gli incipit.

Qual è l'incipit più famoso della letteratura italiana?

Una classifica ufficiale non esiste. I due che quasi tutti sanno a memoria sono il primo verso della Commedia di Dante, 'Nel mezzo del cammin di nostra vita', e l'attacco dei Promessi sposi, 'Quel ramo del lago di Como'.

Qual è il contrario di incipit?

Explicit: le parole finali di un testo. Il vocabolario Treccani ricorda che incipit ed explicit, insieme, servono a identificare con precisione un testo, soprattutto nei manoscritti che ne contengono più d'uno.

Perché mancano gli incipit dei romanzi del Novecento più recente?

Per una questione di diritti. Qui trovi solo autori morti prima del 1957, i cui testi sono di pubblico dominio. Gli altri incipit esistono e sono celebri, ma non li riporto.

Chi ha tradotto gli incipit stranieri?

Le traduzioni sono dei redattori del calendario, fatte sul testo originale. Non sono copiate da edizioni italiane in commercio, che hanno diritti propri.

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