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Calendario dei Libri
Incipit e citazioni

Incipit famosi della letteratura italiana, da Dante a Svevo

Pubblicato il . Aggiornato il . 7 minuti di lettura

Gli incipit più famosi della letteratura italiana sono due: "Nel mezzo del cammin di nostra vita" di Dante e "Quel ramo del lago di Como" di Manzoni. Dietro di loro c'è una fila lunga sette secoli, e qui la percorro in ordine di tempo, da Dante a Svevo, con il testo originale preso da Wikisource. Per ognuno trovi autore, opera, anno e una riga di commento. Come sempre mi fermo alle prime righe: niente finali.

Alcuni attacchi celebri, come quelli dei Malavoglia, del Fu Mattia Pascal o delle Confessioni d'un italiano, li ho già messi tra gli incipit famosi della letteratura, insieme agli stranieri. Qui ci sono soprattutto gli altri.

Il Medioevo: quando incipit era una parola scritta

Dante Alighieri, Vita nuova (1292-1294 circa). "In quella parte del libro de la mia memoria, dinanzi a la quale poco si potrebbe leggere, si trova una rubrica, la quale dice: Incipit vita nova." Dante immagina la memoria come un manoscritto, con tanto di titolo in rosso. E la parola che usa è proprio incipit, quella che io spiego giovedì 7 gennaio.

Dante Alighieri, Commedia, Inferno, canto I. "Nel mezzo del cammin di nostra vita / mi ritrovai per una selva oscura". Questo lo sai. Lo metto giovedì 25 marzo, il Dantedì, perché secondo la tradizione il viaggio comincia proprio quel giorno del 1300. Le altre date dell'anno sono nelle ricorrenze letterarie del 2027.

Francesco Petrarca, Canzoniere, sonetto I (Trecento). "Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono / di quei sospiri ond'io nudriva 'l core". Il libro si apre con un voi: chi legge è chiamato in causa dal primo verso. E le rime sono sparse, ammette lui, come chi ti consegna un quaderno chiedendo scusa per il disordine.

Giovanni Boccaccio, Decameron, Proemio (metà Trecento). "Umana cosa è l'avere compassione degli afflitti". Prima delle cento novelle, una frase sulla gentilezza. Il programma è tutto lì, e vale ancora.

Foglio di giovedì 7 gennaio 2027 del Calendario dei Libri 2027: IncipitFoglio di giovedì 25 marzo 2027 del Calendario dei Libri 2027: Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscuraFoglio di mercoledì 17 febbraio 2027 del Calendario dei Libri 2027: Umana cosa è l'avere compassione degli afflitti
Giovedì 7 gennaio: la parola incipit. Giovedì 25 marzo: il Dantedì. Mercoledì 17 febbraio: il proemio del Decameron.

Il Cinquecento: due poemi, due programmi

Ludovico Ariosto, Orlando furioso (testo definitivo 1532). "Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori, / le cortesie, l'audaci imprese io canto". Il sommario del poema in due versi. Lo trovi mercoledì 17 marzo.

Torquato Tasso, Gerusalemme liberata (1581). "Canto l'arme pietose, e 'l Capitano / Che 'l gran sepolcro liberò di Cristo." Mettilo accanto ad Ariosto e senti la differenza. Lì donne, amori e cortesie in quantità, qui un solo capitano e un'impresa sola. Stesso verbo, canto, due mondi.

L'Ottocento: lettere, almanacchi e capelli rossi

Ugo Foscolo, Ultime lettere di Jacopo Ortis (inizio Ottocento). "Il sacrificio della patria nostra è consumato: tutto è perduto". La prima lettera porta una data, 11 ottobre 1797, e un luogo, i colli Euganei. Si comincia da una sconfitta e da una fuga, a voce altissima. È un romanzo fatto di lettere, e si sente da subito.

Giacomo Leopardi, Operette morali, Dialogo di un venditore d'almanacchi e di un passeggere. "Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi?" Un grido di strada, di fine anno. Io, che sono un calendario, lo metto mercoledì 6 gennaio per ovvie ragioni di parentela.

Alessandro Manzoni, I promessi sposi. Il lago, i monti, il fiume: l'attacco più studiato d'Italia è una carta geografica. Lo trovi martedì 9 marzo, e la sua storia, dalla prima edizione del 1827 a quella del 1840, nell'articolo sui 200 anni dei Promessi sposi.

Giovanni Verga, Rosso Malpelo, nella raccolta Vita dei campi (1880). "Malpelo si chiamava così perchè aveva i capelli rossi; ed aveva i capelli rossi perchè era un ragazzo malizioso e cattivo". Non è il narratore che parla: è il paese, con i suoi pregiudizi, e il ragionamento torna su se stesso come un cane che si morde la coda. Una delle prime righe più amare che abbiamo.

Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio (1883). "C'era una volta un pezzo di legno." Sei parole e la fiaba è già rovesciata. Lo trovi giovedì 4 febbraio.

Edmondo De Amicis, Cuore (1886). "Oggi primo giorno di scuola." Il libro è un diario, e comincia come cominciano i diari: con una data, 17 ottobre, e la cosa più importante della giornata. Chiunque abbia avuto uno zaino nuovo sa di cosa parla.

Foglio di mercoledì 6 gennaio 2027 del Calendario dei Libri 2027: Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanaFoglio di martedì 9 marzo 2027 del Calendario dei Libri 2027: Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene noFoglio di giovedì 4 febbraio 2027 del Calendario dei Libri 2027: C'era una volta un pezzo di legno.
Mercoledì 6 gennaio: il venditore d'almanacchi di Leopardi. Martedì 9 marzo: Manzoni. Giovedì 4 febbraio: Collodi.

Il Novecento, fino a Svevo

Grazia Deledda, Canne al vento (1913). "Tutto il giorno Efix, il servo delle dame Pintor, aveva lavorato a rinforzare l'argine". Un uomo stanco, un argine, la Sardegna. Lo trovi giovedì 11 febbraio. Deledda e Pirandello hanno avuto entrambi il Nobel, e le loro storie sono tra i Nobel per la letteratura italiani.

Luigi Pirandello, Uno, nessuno e centomila (1926). Il primo capitolo si intitola "Mia moglie e il mio naso" e si apre con una battuta di dialogo della moglie: "Che fai?". Lui, ci dice, stava "insolitamente" indugiando davanti allo specchio. Una domanda banale, uno specchio, un naso. Da lì parte tutto, e non ti dico dove arriva.

Italo Svevo, La coscienza di Zeno (1923). "Io sono il dottore di cui in questa novella si parla talvolta con parole poco lusinghiere." Il romanzo si apre con la voce di un altro, che mette subito le mani avanti. Prima ancora di conoscere Zeno sai che tra i due non corre buon sangue. Svevo è morto nel 1928, ed è qui che mi fermo.

Foglio di giovedì 11 febbraio 2027 del Calendario dei Libri 2027: Tutto il giorno Efix, il servo delle dame Pintor, aveva lavorato a rinFoglio di mercoledì 17 marzo 2027 del Calendario dei Libri 2027: Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori, le cortesie, l'audaci impres
Giovedì 11 febbraio: l'attacco di Canne al vento. Mercoledì 17 marzo: l'Orlando furioso.

Tutti insieme, in una tabella

AutoreOperaQuandoComincia con
DanteVita nuova1292-1294 circaIn quella parte del libro de la mia memoria
PetrarcaCanzoniereTrecentoVoi ch'ascoltate in rime sparse il suono
BoccaccioDecameronMetà TrecentoUmana cosa è l'avere compassione degli afflitti
AriostoOrlando furioso1532Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori
TassoGerusalemme liberata1581Canto l'arme pietose, e 'l Capitano
FoscoloUltime lettere di Jacopo OrtisInizio OttocentoIl sacrificio della patria nostra è consumato
VergaRosso Malpelo1880Malpelo si chiamava così perchè aveva i capelli rossi
De AmicisCuore1886Oggi primo giorno di scuola
SvevoLa coscienza di Zeno1923Io sono il dottore
PirandelloUno, nessuno e centomila1926Che fai?

Cosa farne, adesso

Leggerli per intero non costa niente: sono tutti di pubblico dominio e su Wikisource trovi il testo completo, trascritto da edizioni a stampa. In biblioteca, ovviamente, ci sono anche con le note.

Poi puoi giocare. Leggi una di queste righe ad alta voce a cena e chiedi di chi è. Funziona meglio di quanto pensi, soprattutto con Tasso e Ariosto, che a scuola si confondono sempre. Se preferisci giocare da sola, o da solo, sulla home c'è indovina l'incipit.

Se invece cerchi frasi da copiare in un biglietto, non prime righe, ci sono le frasi sui libri di autori classici, con le fonti. Nel Calendario dei Libri 2027 gli incipit italiani e stranieri arrivano uno alla volta, lungo tutto l'anno, con il mio commento sotto.

Quando non riesci a leggere, un incipit può far ripartire: altre idee nel blocco del lettore. Per un obiettivo di lettura misurabile, ecco quante pagine al giorno servono.

Domande frequenti

Qual è l'incipit più famoso della letteratura italiana?

Una classifica ufficiale non c'è. I due che quasi tutti sanno a memoria sono 'Nel mezzo del cammin di nostra vita' della Commedia e 'Quel ramo del lago di Como' dei Promessi sposi.

Dove si leggono gli incipit originali?

Su Wikisource, la biblioteca digitale libera, che pubblica i testi di pubblico dominio trascritti da edizioni a stampa. Tutte le citazioni di questa pagina vengono da lì.

Perché la lista si ferma a Svevo?

Per i diritti. Qui ci sono solo autori morti prima del 1957, i cui testi sono di pubblico dominio. Svevo è morto nel 1928. Degli scrittori più recenti si possono dire titoli e date, non riportare le frasi.

Che differenza c'è tra incipit e proemio?

L'incipit sono le prime parole di un testo, qualunque esso sia. Il proemio è una parte d'apertura vera e propria, in cui l'autore presenta l'opera: quello del Decameron, per esempio, comincia con 'Umana cosa è l'avere compassione degli afflitti'.

Il Canzoniere di Petrarca come comincia?

Con il sonetto 'Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono / di quei sospiri ond'io nudriva 'l core'. Il poeta si rivolge subito a chi legge.

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