Ex libris: cos'è e come farne uno tuo
L'ex libris è il cartellino, il timbro o l'etichetta che si mette dentro un libro per dire di chi è. In latino vuol dire "dai libri" di qualcuno: "Ex libris Anna" significa, più o meno, "questo viene dalla biblioteca di Anna". Farne uno tuo è facile: ti servono un'idea, un foglio e un po' di pazienza con la colla.
Cos'è un ex libris, in due parole
Il vocabolario Treccani lo definisce un contrassegno di appartenenza: un timbro, un sigillo o un'etichetta stampata, applicata sulla controguardia o sul foglio di guardia. La controguardia è il foglio incollato all'interno della copertina, quello che vedi appena apri il libro. La formula di solito è ex libris seguita dal nome del possessore. In passato ci finivano anche motti, massime ed emblemi, ed è per questo che oggi gli ex libris interessano tanto ai collezionisti quanto agli studiosi.
Io ne parlo mercoledì 10 marzo, nella parola del giorno. E aggiungo una cosa che so per esperienza: non ferma chi non restituisce, però lo fa sentire in colpa.

Un po' di storia: dal Quattrocento a oggi
Scrivere il proprio nome sui libri è un'abitudine antica quanto i libri. Ma il cartellino stampato da incollare nasce in Germania, a metà del Quattrocento, insieme alla stampa. Secondo una mostra della biblioteca dell'Università di Yale, uno dei primi ex libris sopravvissuti in buon numero è quello di Hilprand Brandenburg, monaco della certosa di Buxheim: una xilografia colorata a mano, datata intorno al 1480, stampata su ritagli di carta e incollata nei suoi libri. Raffigura un angelo che regge lo stemma di famiglia.
Gli stemmi, all'inizio, erano la regola. Possedere libri era un privilegio da nobili, e un blasone bastava a farsi riconoscere. Poi sono arrivati gli artisti: l'Enciclopedia Britannica del 1911 attribuisce ad Albrecht Dürer almeno sei ex libris tra il 1503 e il 1516. Per la Francia, i Paesi Bassi e l'Italia la stessa voce indica esempi più tardi, del Cinquecento e del Seicento.
A fine Ottocento è cominciata la mania del collezionismo, con guide, società e scambi. In Italia nel 1902 Achille Bertarelli e Henry Prior pubblicano a Milano Gli ex libris italiani. Bertarelli è lo stesso collezionista che ha lasciato alla città la grande raccolta di stampe oggi al Castello Sforzesco.
Le tecniche tradizionali, in due righe
I primi erano xilografie, cioè stampe da una matrice di legno intagliata, spesso ritoccate a mano con il colore. Poi è arrivata l'incisione su rame, più fine. Tra Otto e Novecento la riproduzione fotomeccanica li ha resi economici e alla portata di tutti. Tu, per fortuna, puoi saltare tutti questi secoli.
Come disegnare il tuo ex libris
Un buon ex libris ha tre elementi, ma ne bastano due.
- Il nome o le iniziali. Scritti grandi e leggibili: devono riconoscerti anche dall'altra parte del tavolo. Se vuoi la formula classica, il nome va al genitivo latino: "Ex libris Annae", "Ex libris Marci". Se no, scrivi il nome com'è e vivi sereno.
- Un simbolo. Qualcosa che parli di te: il gatto di casa, una tazza, una montagna, una pila di libri storta. Funziona meglio un'immagine semplice, con pochi tratti e niente sfumature. Pensa che dovrà stare in un rettangolo di sei centimetri per otto.
- Un motto. Breve. In italiano o in latino, purché tu sappia cosa vuol dire. Un latino facile e corretto: "Lege et redde", cioè "leggi e restituisci". Oppure qualcosa di tuo, anche ironico.
Sabato 13 marzo ti lascio una cornice vuota per provarci: iniziali, simbolo, motto. Poi lo ritagli e lo incolli nel libro a cui tieni di più. Ti avverto già da lì che il motto "chi lo prende lo riporta" è molto usato. Sforzati un po'.

Come riprodurlo a casa
Una volta trovato il disegno, ti serve di copiarlo su tanti libri. Hai tre strade.
- Il timbro intagliato a mano. Si disegna il soggetto su una gomma da intaglio o su una gomma da cancellare grande, si toglie con un taglierino tutto quello che non deve stampare, e si usa con un tampone. Ricorda che il timbro stampa al contrario: le lettere vanno disegnate a specchio. Meglio timbrare su un cartellino che direttamente sulla pagina, così un errore non resta nel libro.
- La stampa su carta. Scansioni o fotografi il disegno, lo ripeti più volte su un foglio e lo stampi. Poi ritagli i cartellini. Puoi usare carta normale da incollare oppure carta già adesiva.
- A mano, uno per uno. Lento, ma ogni copia è diversa. Per pochi libri speciali è la scelta più bella.
Come incollarlo senza rovinare il libro
Qui serve un po' di prudenza, perché la colla resta nel libro molto più a lungo di te. Il Canadian Conservation Institute avverte che molti adesivi commerciali sono chimicamente instabili e col tempo possono rovinare gli oggetti con cui sono a contatto. Una vecchia rassegna per le biblioteche, pubblicata da The Abbey Newsletter nel 1988, elencava i rischi delle etichette gommate: macchie sulla carta vicina e residui appiccicosi. E suggeriva di stampare gli ex libris su carta permanente, cioè fatta per durare, e di attaccarli con una colla adatta alla carta. Lo stesso vale per il resto della libreria: niente nastro adesivo per le riparazioni, come spiegano le indicazioni su come conservare i libri.
Tradotto in pratica di casa:
- Scegli una carta di buona qualità, meglio se indicata come senza acidi o permanente.
- Incolla sulla controguardia, mai sul frontespizio o sul testo. Ti servirà anche quando metterai in fila gli scaffali seguendo i consigli su come organizzare la libreria di casa.
- Usa poca colla, stesa sottile, e premi con un foglio pulito sopra. Lascia asciugare il libro aperto.
- Niente nastro adesivo.
- Nei libri antichi, rari o di valore non incollare niente: un cartoncino sciolto tra le pagine fa lo stesso lavoro e si toglie senza lasciare traccia.
Il resto delle parti del libro, dalla sguardia al colophon, è nel glossario delle parole del libro.
L'ex libris come regalo fatto a mano
Un ex libris disegnato per qualcuno è un regalo piccolo che resta. Gli dai il suo nome, un simbolo che lo racconta e un motto che solo voi capite. Puoi regalare un timbro intagliato da te, oppure una busta con venti cartellini stampati e una nota per incollarli bene. Se vuoi strafare, il primo lo incolli tu in un libro che regali insieme, magari con due righe scritte a mano: per quelle c'è la guida su come scrivere una dedica su un libro.
Funziona soprattutto con chi presta molto. Io lo so bene: lunedì 8 febbraio racconto il libro promesso "per la settimana prossima" e mai tornato, e sabato 6 marzo c'è la pagina per segnare i dispersi in prestito, con il nome del sospettato.


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Nel Calendario dei Libri 2027 l'ex libris arriva a marzo, in due fogli. Adesso sono in preordine con il 15% di sconto, con consegna a metà novembre.
Accanto all'ex libris ci sta bene un diario di lettura.
Domande frequenti
Cosa vuol dire ex libris?
In latino vuol dire 'dai libri' di qualcuno. È il cartellino, il timbro o l'etichetta che si mette dentro il libro, di solito sulla controguardia, per dire a chi appartiene.
Il nome va scritto al genitivo?
Nella formula classica sì: ex libris seguito dal nome del possessore al genitivo, per esempio 'Ex libris Annae'. Ma nessuno ti multa se scrivi il nome così com'è: l'importante è che si legga.
Dove si incolla l'ex libris?
Di solito all'interno della copertina anteriore, sulla controguardia, oppure sul foglio di guardia. Non sul frontespizio e non sopra il testo.
Si può mettere un ex libris in un libro antico?
Meglio di no. In un libro raro o antico ogni colla è un intervento: usa un cartoncino sciolto infilato tra le pagine, che si toglie senza lasciare traccia.
Qual è l'ex libris più antico?
I più antichi a stampa conosciuti sono tedeschi, del Quattrocento. Uno dei primi sopravvissuti in buon numero è quello di Hilprand Brandenburg, una xilografia colorata a mano datata intorno al 1480.
Fonti
- Treccani, Vocabolario: ex libris
- Treccani, Enciclopedia: ex libris
- Yale University Library, [Your Name Here]: The Ex-Libris and Image Making, History
- Wikisource (inglese), Encyclopaedia Britannica 1911, Book-Plates
- Wikipedia (inglese), Bookplate
- Wikipedia (inglese), Achille Bertarelli
- Canadian Conservation Institute, CCI Notes 11/4, Wheat Starch Paste
- The Abbey Newsletter, vol. 12 n. 6, 1988, gummed bookplates
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