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Storie di libri

Elementare, Watson: le frasi famose che nei libri non ci sono

Pubblicato il . Aggiornato il . 7 minuti di lettura

No, Sherlock Holmes non dice mai "Elementare, mio caro Watson", Machiavelli non ha scritto "il fine giustifica i mezzi" e non c'è prova che Galileo abbia detto "Eppur si muove". Sono frasi famose che nei libri non ci sono, o non in quella forma. Qui sotto le smonto una per una, con il testo vero davanti e la fonte in fondo alla pagina.

Le citazioni false sui libri e sulla lettura, quelle da tazza e da segnalibro, le ho già messe in fila nell'articolo sulle frasi sui libri di autori classici. Questa è un'altra famiglia: frasi che tutti sanno a memoria e che si danno per lette, mentre nessuno le ha mai lette davvero.

Elementare, Watson: la frase che Holmes non dice

È la battuta più famosa del giallo, e nel canone non esiste. Nelle sessanta storie di Arthur Conan Doyle Holmes non la pronuncia mai. Ci va vicino una volta sola, nel racconto L'uomo deforme, uscito nel luglio 1893. Holmes spiega a Watson una deduzione sulle sue abitudini, e il dialogo va così:

"Ho il vantaggio di conoscere le tue abitudini, mio caro Watson", disse lui. [...] "Eccellente!" esclamai. "Elementare", disse lui.

Arthur Conan Doyle, The Crooked Man, 1893, traduzione nostra

I due pezzi ci sono, ma separati da un paragrafo e nell'ordine sbagliato. La frase intera arriva da fuori: Wikiquote la segnala in un romanzo di P. G. Wodehouse del 1915 e poi, nel 1929, alla fine del primo film sonoro su Holmes.

Foglio di mercoledì 7 aprile 2027 del Calendario dei Libri 2027: Lo sapevi che...
Il foglio di mercoledì 7 aprile: la frase più famosa di Holmes, che Holmes non dice.

Io lo racconto mercoledì 7 aprile, e ci torno sopra lunedì 28 giugno, in spiaggia, con un vicino di ombrellone da osservare col metodo Holmes. La frase vera di Holmes, invece, esiste ed è più bella: la trovi giovedì 8 aprile, da Il segno dei quattro, ed è quella sull'impossibile da eliminare. Se ti chiedi perché da noi questi libri si chiamino gialli, c'è un articolo apposta su perché in Italia il poliziesco si chiama giallo.

Foglio di lunedì 28 giugno 2027 del Calendario dei Libri 2027: Metodo Holmes in spiaggiaFoglio di giovedì 8 aprile 2027 del Calendario dei Libri 2027: Quando hai eliminato l'impossibile, ciò che resta, per quanto improbab
I fogli di lunedì 28 giugno e giovedì 8 aprile: il metodo Holmes in spiaggia e la sua frase vera.

Il fine giustifica i mezzi: Machiavelli dice un'altra cosa

Apri Il Principe e cerca la frase: non la trovi. Non c'è nemmeno nelle altre opere. Quello che c'è, nel capitolo XVIII, dedicato a come i principi debbano mantenere la parola data, è questo:

e nelle azioni di tutti gli uomini, e massime de' Principi, dove non è giudizio a chi reclamare, si guarda al fine. Facci adunque un Principe conto di vivere e mantenere lo Stato; i mezzi saranno sempre giudicati onorevoli, e da ciascuno lodati

Niccolò Machiavelli, Il Principe, capitolo XVIII

Leggilo bene. Machiavelli non dice che il fine giustifica i mezzi: dice che la gente, davanti a un principe, guarda al risultato, e che i mezzi verranno giudicati onorevoli. È una constatazione su come ragiona il pubblico, non una regola morale. Il motto è una sintesi brutale, che col tempo si è attaccata a lui.

Curiosità: l'idea in forma di proverbio è molto più antica. Ovidio, nelle Heroides, fa scrivere a Fillide "exitus acta probat", il risultato giudica le azioni. Ma lei la cita per maledirla: si augura che fallisca chiunque pensi che i fatti vadano giudicati dall'esito.

Eppur si muove: la frase arriva 124 anni dopo

La scena la conosci: Galileo abiura nel 1633, si alza, batte il piede e borbotta che la Terra si muove lo stesso. Peccato che nessun documento del processo la riporti e che la prima biografia di Galileo, scritta da Vincenzo Viviani a metà Seicento, non ne parli.

La prima volta a stampa è nel 1757, a Londra, in The Italian Library di Giuseppe Baretti, nella forma "Eppur si move". Lo annotava già Giuseppe Fumagalli nel suo Chi l'ha detto?, che su questa frase è prudentissimo. C'è un indizio più antico, ma traballante: un dipinto trovato nel 1911, attribuito a Murillo e datato forse 1643 o 1645, che riporta la frase. Oggi non si sa dove sia, e molti esperti dubitano sia di Murillo. Quindi la risposta onesta è: forse la storia girava già a voce, ma che Galileo l'abbia detta non lo sa nessuno.

Le brioche di Rousseau, non di Maria Antonietta

La mia preferita. Nelle Confessioni, libro VI, Rousseau racconta di quando faceva il precettore a Lione. Voleva bere un po' di vino bianco con del pane, si vergognava a comprare il pane e si ricorda di una battuta di "una grande principessa" che, sentendo dire che i contadini non avevano pane, rispose: "Che mangino brioche" (traduzione nostra).

Il nome della principessa non c'è. E i primi sei libri delle Confessioni sono stati scritti intorno al 1765: Maria Antonietta aveva nove anni e stava a Vienna. In Francia arrivò nel 1770. L'aneddoto, insomma, girava già, e prima di lei era stato appiccicato ad altre principesse. A lei è rimasto attaccato dopo.

Voltaire, Dante e le frasi aggiustate

"Non sono d'accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo" non è di Voltaire. La scrisse nel 1906 Evelyn Beatrice Hall, con lo pseudonimo S. G. Tallentyre (uno dei tanti pseudonimi famosi di chi scriveva), nel libro The Friends of Voltaire, per riassumere il suo atteggiamento verso un libro bruciato in pubblico. In una lettera del 1939 Hall spiegò che la frase era sua e che non avrebbe dovuto metterla tra virgolette. Il pensiero è di Voltaire, le parole no.

Poi ci sono le frasi vere ma ritoccate. La scritta sulla porta dell'Inferno, nell'edizione che trovi su Wikisource, è "Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate". Senza la "o" davanti a "voi", che tutti aggiungiamo, e con quell'"ogne" che a scuola ci sembrava un refuso. Altre edizioni scrivono "ogni", ma la sostanza non cambia. Le date per citarla nel giorno giusto, a partire dal Dantedì, sono nelle ricorrenze letterarie del 2027.

Foglio di martedì 7 dicembre 2027 del Calendario dei Libri 2027: Lo sapevi che...
Il foglio di martedì 7 dicembre: le parole attribuite a D'Annunzio, con prove non sempre solide.

Succede anche con le parole, non solo con le frasi. Martedì 7 dicembre racconto quelle attribuite a D'Annunzio: alcune hanno prove buone, altre meno, ma la fama resiste lo stesso.

Come accorgersi che una citazione non c'è

  1. Cerca l'opera, non il nome. Una citazione vera ha un titolo, un capitolo, un canto. Se trovi solo "Machiavelli" o "Voltaire", diffida.
  2. Apri il testo. I classici sono quasi tutti in biblioteche digitali come Wikisource. Cercare una frase dentro un'opera richiede due minuti.
  3. Guarda la data della prima comparsa. Se una frase spunta un secolo dopo la morte di chi l'avrebbe detta, come per Galileo, è un cattivo segno.
  4. Se la usi, dillo. In una dedica puoi scrivere "attribuita a" senza vergogna. Per il resto c'è la guida su come scrivere una dedica su un libro.

Nel Calendario dei Libri 2027 ogni citazione ha l'opera accanto e la fonte controllata, e quando una frase è falsa te lo dico. Adesso sono in preordine con il 15% di sconto, con consegna a metà novembre. Se vuoi metterti alla prova subito, c'è il quiz letterario in home.

Domande frequenti

Sherlock Holmes dice mai 'Elementare, mio caro Watson'?

No. Nelle sessanta storie di Conan Doyle la frase intera non c'è. In 'L'uomo deforme' (1893) Holmes dice solo 'Elementare', e il 'mio caro Watson' sta qualche riga prima.

Machiavelli ha scritto 'il fine giustifica i mezzi'?

Non con queste parole, né nel Principe né altrove. Nel capitolo XVIII scrive che nelle azioni dei principi 'si guarda al fine' e che i mezzi saranno giudicati onorevoli: un'idea vicina, non la stessa frase.

Galileo ha detto davvero 'Eppur si muove'?

Non ci sono prove. La frase compare a stampa per la prima volta nel 1757, in un libro di Giuseppe Baretti uscito a Londra, più di un secolo dopo il processo del 1633.

Maria Antonietta ha detto 'che mangino brioche'?

Quasi certamente no. Rousseau racconta l'aneddoto nelle Confessioni, in libri scritti intorno al 1765, e lo attribuisce a una 'grande principessa' senza nome. Maria Antonietta allora aveva nove anni e viveva a Vienna.

La frase 'non sono d'accordo con te ma difenderò il tuo diritto di dirlo' è di Voltaire?

No. È una sintesi del pensiero di Voltaire scritta da Evelyn Beatrice Hall nel 1906, nel libro The Friends of Voltaire. Lei stessa, in una lettera del 1939, disse che non andava messa tra virgolette.

Come si controlla se una citazione è vera?

Si cerca l'opera, non l'autore. Se trovi titolo e capitolo, apri il testo su una biblioteca digitale come Wikisource e cerca la frase. Se nessuno indica dove sta, è un indizio forte che non c'è.

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