Incunabolo, palinsesto, codice: le parole dei libri antichi
Un incunabolo è un libro stampato dalle origini della tipografia fino al 1500 compreso. Un palinsesto è un manoscritto raschiato e riscritto sopra, perché la pergamena costava e si riusava. Un codice è il libro fatto di fogli cuciti insieme, il contrario del rotolo. Sono le parole che trovi nelle didascalie di una mostra o nel catalogo di una biblioteca storica: qui le spiego una per una, con la loro origine, in un ordine che segue la storia del libro.
Prima del libro: il volume era un rotolo
Oggi volume vuol dire libro, o uno dei tomi di un'opera lunga. In origine era tutt'altro. Il latino volumen viene da volvere, volgere, e indicava una cosa avvolta: il rotolo. Il vocabolario Treccani lo descrive bene. Più fogli, di solito di papiro, incollati uno dopo l'altro in una lunga striscia, avvolta su se stessa o attorno a un bastoncino. Il testo stava in colonne, e per leggere si svolgeva il rotolo un pezzo alla volta.
Di solito si scriveva solo sul lato interno. Se il testo continuava anche sul retro, il rotolo aveva un nome tutto suo: opistografo. Parola da tenere da parte per il prossimo gioco di parole con gli amici che leggono.
Codice: il libro come lo conosciamo
Il codice è il libro manoscritto fatto di fogli piegati e cuciti insieme, cioè la forma che ha ancora il libro che stai leggendo la sera. La parola latina codex ha una storia curiosa: secondo Treccani all'inizio indicava la parte interna del fusto degli alberi, il legno. Poi passò alle tavolette di legno cerate su cui si scriveva, e da lì al libro di più fogli, in opposizione al rotolo.
Quando senti dire che una biblioteca custodisce codici antichi, quindi, si parla di manoscritti rilegati. La Biblioteca Capitolare di Verona, considerata la più antica del mondo ancora in attività, è nata proprio come laboratorio dei copisti che li producevano. Ne parlo martedì 2 febbraio, e ci sono altre storie così tra le biblioteche più belle d'Italia.

Pergamena e palinsesto: il materiale e il suo riciclo
La pergamena è pelle di animale, di solito agnello, pecora, capra o vitello, lavata, depilata, scarnata e tesa su un telaio ad asciugare. Non viene conciata come il cuoio, e per questo resta rigida e chiara. Il nome viene dalla città di Pergamo: sotto i re Attalidi, tra il III e il II secolo avanti Cristo, le tecniche per prepararla ebbero un grande sviluppo. Fu il supporto più pregiato per scrivere finché, dal Duecento, non si diffuse la carta.
Proprio perché era cara, la pergamena si riciclava. Si lavava e si raschiava via il testo vecchio, e sopra se ne scriveva uno nuovo. Il risultato è il palinsesto, dal greco palímpsestos, raschiato di nuovo. A volte, sotto la scrittura nuova, quella vecchia si legge ancora. Lo racconto giovedì 28 ottobre, e il foglio aggiunge che succede anche alla tua lista dei libri da leggere.

Il palinsesto più famoso è quello di Archimede. Nella seconda metà del X secolo, quasi certamente a Costantinopoli, uno scriba copiò su pergamena alcuni trattati del matematico greco. Quasi tre secoli dopo quelle pagine furono raschiate e riusate per un libro di preghiere in greco, completato entro l'aprile del 1229, probabilmente a Gerusalemme. Sotto le preghiere sono riaffiorati almeno sette trattati di Archimede. Due di questi, il Metodo e lo Stomachion, non sono conservati in nessun'altra versione.
E il palinsesto della televisione? Treccani lo chiama così per il prospetto dei programmi di radio e tv, e ipotizza che il nome venga dalla scarsa leggibilità del prospetto o dalle continue correzioni. Cancella e riscrivi, come sulla pergamena.
Rubrica e miniatura: i colori del manoscritto
Due parole che usi tutti i giorni e che vengono dai codici.
- Rubrica. Dal latino rubrica, ocra rossa, da ruber, rosso. Nei manoscritti erano le iniziali dei capitoli, i titoli e le didascalie scritte con l'inchiostro rosso, per farle risaltare. L'uso passò anche ai primi libri a stampa. La rubrica del telefono è nipote di quei titoli colorati.
- Miniatura. Non viene da minimo, anche se le miniature sono piccole. Viene da miniare, e in origine era la decorazione dei codici fatta con il minio, un pigmento rosso. Oggi è l'arte di dipingere in piccolo, con colori e oro, su pergamena, carta o avorio.
Nei codici c'era anche la formula che segnalava l'inizio del testo: l'incipit, comincia, che i copisti medievali usavano quando i titoli non si usavano ancora. Ne parlo giovedì 7 gennaio, e i più famosi li trovi negli incipit famosi della letteratura.

Incunabolo: i libri a stampa in culla
Poi arriva la stampa a caratteri mobili. La Bibbia di Gutenberg, detta a 42 linee perché quasi tutte le sue pagine hanno 42 righe, fu stampata a Magonza intorno al 1455 in copie su pergamena e copie su carta. Da quel momento, e fino al 1500 compreso, i libri stampati si chiamano incunaboli.
La parola viene dal latino incunabula, le fasce dei neonati, da cunae, culla: sono i libri a stampa appena nati. Treccani ricorda che il senso bibliografico deriva dal titolo del primo repertorio di incunaboli, pubblicato da Cornelius van Beughem nel 1688. E aggiunge un dettaglio che spiega perché a colpo d'occhio un incunabolo sembra un manoscritto: i primi libri a stampa si modellarono in tutto sui manoscritti del loro tempo.
Quanti se ne conoscono, e in quanti esemplari, lo dico giovedì 25 novembre.

Dopo il 1500: la cinquecentina
Il primo gennaio 1501 l'incunabolo finisce. Un libro stampato nel Cinquecento si chiama cinquecentina, e nei cataloghi delle biblioteche storiche la parola compare spesso: una pregevole cinquecentina è uno dei complimenti più alti che un bibliotecario possa fare a un volume.
Da qui in avanti le parole del libro sono quelle di oggi: frontespizio, colophon, risvolto, dorso. Le trovi tutte nel glossario delle parole del libro. Il frontespizio, tra l'altro, nei primi incunaboli di solito mancava: la sua storia è nell'articolo su cos'è il frontespizio. Anche gli errori hanno una parola tutta loro, figlia della tipografia: il refuso. Per le etichette dei generi, invece, ci sono epistolare, picaresco e gotico.
Un piccolo prontuario
| Parola | Cosa vuol dire | Da dove viene |
|---|---|---|
| Volume | In origine un rotolo, di solito di papiro | Latino volumen, da volvere |
| Codice | Libro manoscritto di fogli cuciti insieme | Latino codex, il legno, poi la tavoletta |
| Pergamena | Pelle animale preparata per scriverci | La città di Pergamo |
| Palinsesto | Manoscritto raschiato e riscritto | Greco, raschiato di nuovo |
| Rubrica | Titoli e iniziali in rosso | Latino rubrica, ocra rossa |
| Miniatura | Decorazione dipinta del codice | Miniare, dipingere con il minio |
| Incunabolo | Libro stampato fino al 1500 compreso | Latino incunabula, fasce, culla |
| Cinquecentina | Libro stampato nel Cinquecento | Il secolo XVI |
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Domande frequenti
Cos'è un incunabolo?
Un libro stampato dalle origini della tipografia fino al 1500 compreso. La parola viene dal latino incunabula, le fasce dei neonati: sono i libri a stampa ancora in culla.
Cosa vuol dire palinsesto?
In origine è un manoscritto, quasi sempre su pergamena, il cui testo è stato raschiato e lavato via per scriverci sopra un testo nuovo. Viene dal greco e significa raschiato di nuovo. Il palinsesto televisivo ha preso il nome da lì.
Che differenza c'è tra codice e volume?
Il codice è il libro fatto di fogli piegati e cuciti insieme, come quelli di oggi. Il volume, nell'antichità, era invece un rotolo, di solito di papiro, che si svolgeva man mano che si leggeva.
Cos'è una cinquecentina?
Un libro stampato nel Cinquecento, cioè nel XVI secolo. Viene subito dopo gli incunaboli, che si fermano al 1500.
Perché la pergamena si chiama così?
Dalla città di Pergamo, in Asia Minore, dove sotto i re Attalidi, tra il III e il II secolo avanti Cristo, le tecniche per prepararla ebbero un grande sviluppo.
Fonti
- Treccani, Vocabolario: incunabolo
- Treccani, Vocabolario: palinsesto
- Treccani, Vocabolario: codice
- Treccani, Vocabolario: volume
- Treccani, Vocabolario: pergamena
- Treccani, Vocabolario: rubrica
- Treccani, Vocabolario: miniatura
- Treccani, Vocabolario: cinquecentina
- The Archimedes Palimpsest Project, About
- Keio University Library, Gutenberg 42-line Bible
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